La bocca dell’anima

Giuseppe Carleo

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Pallido, sporco ed emaciato, Giovanni Velasques ritorna nel suo paese natale, un piccolo villaggio arroccato sulle montagne della Sicilia. Un oscuro trauma che si porta dalla guerra provoca in lui una violenta crisi. A liberarlo da questa sofferenza è una vecchia maara che lo inizia all'arte della magia, rivelandogli di possedere il dono, lo spirito di un uomo morto con il quale potrà aiutare gli altri. Ben presto l'autorevolezza conquistata dal nuovo mago lo porta a scontrarsi con le altre facce del potere, la chiesa e la mafia. Giovanni ripiomba in una solitudine che lo incattivisce, finché il grido di dolore della sua famiglia lo richiama al ruolo di padre e lo intima a rinnegare quello spirito “diabolico” che alberga nel suo corpo. Ma quest'anima sacra, venerata come una divinità, potrà davvero perdersi nell'oblio?
DATI TECNICI
Regia
Giuseppe Carleo
Interpreti
Maziar Firouzi, Marilù Pipitone, Serena Barone, Maurizio Bologna, Alessio Barone, Sergio Vespertino, Claudio Collovà, Vincenzo Amato, Massimo Cagnina, Aglaia Mora, Salvo Piparo, Loredana Marino, Franz Cantalupo, Cesare Biondolillo
Durata
109 min.
Genere
Drammatico
Sceneggiatura
Carlo Cannella, Giuseppe Carleo
Fotografia
Carlo Cannella, Giuseppe Carleo
Montaggio
Riccardo Cannella
Musiche
Paolo Brignoli
Distribuzione
Artex Film
Nazionalità
Italia
Anno
2024

Presentazione e critica

Intriso di atmosfere gotiche, oscure, come un romanzo di Orazio Labate, questo del siciliano Giuseppe Carleo (classe 1988) è un esordio molto interessante: un racconto sui generis, ambientato in una Sicilia lontana dal folklore, innevata e a tratti fiabesca. Ma di quelle fiabe nere dove si trovano credenze ancestrali, malocchio e stregoneria, ma anche superstizione, violenza, sottomissione. Certo, il chiudersi in un mondo arcaico rischia di essere anche il suo limite, ma Carleo gira bene e lo fa vedere, non scivola per fortuna su inutili barocchismi. Aiutato da un ottimo gruppo di attori, a partire da Maziar Firouzi, il protagonosta Giovanni (che echeggia ereticamente il Johannes dreyeriano).
Finale a sorpresa, che suggerisce un riaggiustamento prospettico.

Cinematografo